Cerco marito disperatamente

Arm Conversation

Cara cugina Betty,
l’etichetta vorrebbe che io ti ringraziassi per aver incautamente deciso di dedicare il resto della tua esistenza alla proditoria missione di accasare la sottoscritta. Dovrei ringraziarti per aver elencato con ragionevole solennità le mie indiscusse qualità di cuoca, massaggiatrice, intellettuale, sfornatrice di bambini, intenditrice d’arte, appassionata sportiva, e altre amenità a tutti i tuoi amici maschi rimasti single o vedovi.

Quello per cui non posso ringraziarti, però, è di averli convocati tutti per la festa che hai dato ieri sera, col solo scopo di mettermi al centro della contesa, come se fossi un trofeo da conquistare tra una sgranocchiatina di pop corn e un’insana abbuffata di dolci.
Certo sei stata animata dai più lodevoli propositi, ma lasciati dire che se c’è un validissimo motivo per cui i tuoi amici single sono tuoi amici, c’è anche un validissimo motivo per cui i tuoi amici single sono single!

Il primo esemplare uscito dal gruppo per venire a ronzarmi intorno è stato tal Girolamo. Già il nome non è che aiuti, ma sarei stata disposta a sorvolare… Dopo una decina di minuti di conversazione, però, ho capito che più che sorvolare avrei dovuto proprio affrontare una trasvolata transoceanica oltre i confini della decenza per costringere i miei estrogeni a provare una pur minima attrazione per questa sottospecie di ameba parassita capace di risucchiarti il ben dell’intelletto con la sua insopportabile prosopopea. Già una donna logorroica è insopportabile. Ma un uomo logorroico, che condisce la sua logorrea con altezzose parafrasi volte a sdilinquire l’interlocutore schiacciandolo con la sua ineluttabile superiorità da colto conoscitore del mondo, è per una donna normale una sciagura non meno funesta di una depilazione totale eseguita a sangue freddo da mani tragicamente inesperte.

Liquidato lo sbruffone mi capita tra le mani Giorgino, chiamato così da tutti nonostante i trentotto anni portati malissimo (posso soprassedere sulle occhiaie e sulla cravatta a pois, ma il riporto no!). Ed ecco palesarmisi davanti il classico esemplare di omuncolo timido timido, che ti parla piano piano quasi sussurrando, costringendoti ad avvicinarti a lui oltre il consentito per captare le frequenze sonore che sbucano stentatamente fuori dalla sua bocca come due alpinisti arrivati esausti sulla cima dell’Everest… E continua così, intervallando le dolci e caute frasi autoassolutorie a inspiegabili e imbarazzati silenzi, velati appena da un candido rossore certamente più confacente a un’età prepuberale. Ecco il genere di uomo capace di spaventarsi al suono di una finestra sbattuta dal vento, che se venisse picchiato a torto da un ragazzino spavaldo implorerebbe pietà mugugnando incomprensibili lamenti, non prima di essersi scusato per esser venuto al mondo.

L’ho lasciato coi suoi rossori e l’acqua leggermente frizzante tra le mani, per finire in pasto a Vittorio. Il quale ha impiegato circa dieci secondi per vantarsi della sua posizione sociale, venti per magnificare l’ampiezza esagerata del suo portafoglio, quarantacinque per pavoneggiarsi tutto tronfio magnificando le sue doti di irresistibile amatore nonché profondo conoscitore dell’universo femminile e un minuto scarso per farmi intendere, tra ammiccamenti e frasi velate, che andare a letto con lui sarebbe stata un’esperienza mistica al cui confronto il raggiungimento del Nirvana è paragonabile a una noiosa escursione per gli angusti stand del museo della forcella. L’ho liquidato con uno sguardo finto ammiccante lasciandolo con un principio di bava a penzoloni sulla bocca e l’illusione di notti infuocate stampate sulla tempia…

Non che la serata mi abbia offerto molto altro…
Ho parlato con il simpatico sindacalista che ci ha tenuto tanto a farmi sentire come una sciatta e superficiale ragazzina che dovrebbe conoscere a memoria tutti i dettagli dell’ultima riforma finanziaria per essere annoverata nell’elenco delle persone degne di essere salutate a un qualsiasi congresso umano che prevede la partecipazione di persone consapevoli delle dinamiche socio-politiche che condizionano la loro vita di cittadini… Poi ho ascoltato le dissertazioni del professore di storia che ci teneva tanto a farmi conoscere, prima ancora di parlarmi di sé e della sua famiglia, tutti i dettagli più raccapriccianti su come la popolazione barbara dei Gutei abbia invaso l’impero accadico dei Sumeri nel 2190 a.C., distruggendo la capitale Akkad (racconto che la mia mente eccentrica ha goliardicamente modificato la notte, facendomi sognare l’invasione dei Glutei all’impero accademico dei Sugheri e alla sua capitale Kakkad).

Ho concluso in bellezza la serata confrontandomi con il triste esemplare di uomo depresso, la cui risposta più entusiastica alla domanda: “Come va la vita?” è “Si tira avanti!” e la cui maggiore espressione di giubilo è stata un impercettibile movimento del labbro superiore, non sufficientemente duraturo per poter essere classificato come sorriso, manifestato alla vista di un vassoio di profitteroles comparsi sul proscenio alle undici di sera.
Ti risparmio i dettagli sul fanatico sportivo, sul radical chic vegano, sul misogino sarcastico e sul cafone compiaciuto…

In conclusione, dovrei proprio ringraziarti per avermi regalato questa escursione antropologica non richiesta sul pianeta uomo. Ti avverto però che se mi tenderai altri simili agguati non mi troverai più disponibile a fare la vittima sacrificale. Trotterellare per una stanza di sconosciuti con la scritta lampeggiante CERCO MARITO DISPERATAMENTE stampata in fronte non rientra esattamente tra i miei passatempi preferiti e, se proprio lo vuoi sapere, nemmeno tra le strategie più furbe per farmi conoscere un uomo che sia degno di me.

Con riconoscenza non replicabile,
Elisabetta
4 luglio 1994

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Una risposta a Cerco marito disperatamente

  1. alfredhitchcock78 ha detto:

    Fantastico…. uno spaccato di vita che strappa un amaro sorriso! ^_^

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