B&B

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Gentile proprietario del B&B,
le scrivo per comunicarle il mio profondo rammarico per il trattamento ricevuto nei tre giorni in cui io e la mia signora abbiamo avuto il discutibile piacere di essere ospiti della sua struttura. Decido volutamente di tralasciare confronti con altre complessi alberghieri che mi hanno ospitato negli anni passati, perché qualsiasi paragone sarebbe imbarazzante. Non è mia abitudine rimarcare difetti e trascuratezze dei luoghi di ricezione turistica a cui affido il mio prezioso riposo quando vado in vacanza, ma in questo caso farò un’eccezione, e la farò unicamente per lei, affinché in futuro provveda a migliorare un servizio che, a mio giudizio, è alquanto scadente, fermo restando che io non mi avvarrò delle eventuali quanto improbabili migliorie, giacché non rivedrete più la mia persona né il prossimo anno né nei successivi. Ci tengo a precisare solo alcuni punti, perché se dovessi elencarli tutti non basterebbero dieci lettere.

Primo punto: al momento della prenotazione ho giudicato eccessivo il prezzo che avrei dovuto erogarle per il servizio da lei fornitomi, e tuttavia ho scelto voi perché, secondo le indicazioni del sito internet e le sue esternazioni telefoniche, avrei trovato quel comfort e quella cura che invece, a conti fatti, mi sono stati negati. Constatata la mia delusione mi sarei dunque aspettato uno sconto da parte sua, poiché il prezzo che ho pagato per il pernottamento è del tutto inadeguato alla qualità del servizio. Ciò non è avvenuto, confermando quindi i miei pensieri riguardo la sua condotta, volta unicamente a far sganciare pecunia ai turisti senza preoccuparsi delle loro aspettative.

Secondo punto: sto pensando di chiederle un risarcimento danni o quanto meno una visita pagata dall’ortopedico, visto che è incontrovertibilmente accertato che il mal di schiena che mi tormenta da due giorni è stato causato dalle condizioni precarie del materasso su cui ho dormito, evidentemente vecchio o comunque non conforme agli standard a cui dovrebbe abituare i suoi clienti, se non vuole perderli.

Terzo punto: nei giorni della permanenza nel B&B ho avuto frequenti quanto molesti mal di testa, evidentemente causati dall’illuminazione insufficiente presente in camera da letto. Se vuole sono disposto a procurarle personalmente, a sue spese si intende, lampadine nuove.

Quarto punto: è inaccettabile che la connessione wi-fi nella sua struttura sia così lenta e intermittente. Ho il diritto di collegarmi alla rete quando e dove voglio, considerato che, dopo tutto, ci troviamo nel 2012 e non nel medioevo, come forse lei pensa.

Quinto punto: Come le ho già detto il primo giorno, ricevendo da lei solo balbettanti e inconcludenti scuse, lo scarico del water del mio bagno era difettoso. In più ho rischiato di rompermi il polso per premere il pulsante dello scarico, su cui bisogna esercitare una pressione eccessiva, a meno che non ti chiami Arnold Schwarzenegger.

Sesto punto: Sappia che i reumatismi che mi affliggono da quando ho lasciato la sua bettola sono sicuramente causati dalla difficile regolazione della temperatura dell’acqua delle sue vecchie docce. Le ricordo che l’ho supplicata di chiamare un idraulico, cosa che lei si è rifiutato di fare dicendo che il problema era irrisolvibile. Ma io non dimentico.

Settimo punto: Non sarò il primo a farle notare che il suo B&B è posizionato in una zona della città troppo trafficata. Siamo stati costretti perciò a tenere le finestre chiuse per non essere svegliati dagli schiamazzi notturni. Ciò ci ha costretti ad inserire l’aria condizionata, accentuando così i reumatismi già aggravati dalla doccia. E’ inaccettabile che nella sua stamberga non ci sia la possibilità di utilizzare, in alternativa all’aria condizionata, un comunissimo ventilatore a pale.

Ottavo punto: Sono rimasto molto deluso dal constatare che la televisione in camera prendeva solo i primi sei canali. Non sarò certo il primo a dirle che occorrerebbe attrezzarsi con una parabola satellitare. Infatti in linea teorica quando vado in un albergo mi aspetto di trovare un trattamento migliore di quello di cui posso usufruire a casa mia (sennò me ne starei a casa!) e sappia che a casa mia prendo tutti i canali del digitale terrestre più Sky.

Nono punto: la porta della mia camera da letto, come lei saprà, cigolava. Avrebbe potuto provvedere, no?

Decimo punto: Le suggerirei di rivedere l’arredamento delle stanze. La carta da parati sa di vecchio, il pavimento è troppo scuro e gli infissi andrebbero sostituiti, a mio avviso. Inoltre armadio e mobili mi sembrano troppo piccoli, e di un legno poco pregiato.
Undicesimo punto: Debbo confessarlo, mi aspettavo di più dalla colazione in camera. Più marmellata, più pane, più scelta, più di tutto. Capisco che possa essere tirchio, ma è sempre meglio non esagerare.

Dodicesimo punto: il frigobar in camera fa un rumore insopportabile. Lei mi ha risposto che, se mi dava fastidio, potevo spegnerlo. Che risposta è? Se io voglio tenere al fresco l’acqua di notte e contemporaneamente dormire in silenzio debbo poterlo fare. E’ un mio diritto!

Tredicesimo punto: come lei sa io ho bisogno di dormire completamente al buio, ragion per cui ho chiuso le persiane per non far entrare la luce dall’esterno. E, sorpresa, la luce è riuscita comunque a filtrare, perché l’ultima stecca della persiana non si chiude perfettamente, lasciando che un filo di luce penetri nella camera e disturbando irreparabilmente il mio sonno. Siccome il mio sonno dovrebbe essere tra le sue priorità mi meraviglio che non abbia provveduto immediatamente a sostituire le persiane.

In conclusione, potrei continuare ancora per molto ma sono stato educato a rispettare gli altri e a perdonare le loro mancanze con magnanimità. Ho pagato regolarmente il conto e sono stato clemente con lei, chiudendo un occhio su molte cose. E’ stato fortunato a ospitare una persona rispettosa come me. Altri, più pignoli e pretenziosi, avrebbero potuto lamentarsi in maniera incivile per il trattamento ricevuto. Non è nel mio stile, perciò mi limito a scriverle questa lettera per aiutarla nella sua attività, qualora decidesse di proseguirla. Non mi ringrazi per il tatto e la delicatezza con cui le ho fatto notare le sue mancanze. Non ce n’è bisogno. La saluto con cordialità, anche se dubito che ci rivedremo.

Dott. Eustachio De Pignolis
2 agosto 2012

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